Come pilotare un drone: la guida pratica e definitiva per imparare passo dopo passo le principali tecniche di pilotaggio

come pilotare un drone

Ricordi la prima volta che hai provato ad andare in bicicletta senza le rotelle? Probabilmente la cosa che ricordi meglio sono le ginocchia sbucciate e gli schianti sul portone del garage… Cadute e perdita di controllo sono cose normalissime per uno alle prime armi, e la stessa cosa vale nell’imparare a pilotare un drone. Quindi se vuoi imparare come pilotare un drone, leggi questa guida completa che passo dopo passo, ti darà le basi per permetterti di definirti un vero top gun, minimizzando i crash necessari durante l’apprendimento.

Come pilotare un drone: partiamo dalle basi

Prima di dirti qual è la prima cosa da fare per pilotare un drone, bisogna partire dalle basi del volo. Potrà sembrarti un po’ noioso, ma ti assicuro che queste informazioni ti faranno capire molto meglio come far volare un drone.

Attenzione: per capire come pilotare un drone serve anche un po’ di teoria

come pilotare un drone teoria

Ti sei mai chiesto come fa un quadricottero ad “andare avanti” e a “girare”? Può sembrare una domanda idiota ma capirlo ti aiuterà a pilotare un drone. Se ti stai avvicinando solo ora a questo magico mondo, una delle prime cose da sapere per guidare un drone è COME funziona. Prima di arrivare a fare delle mirabolanti acrobazie con il tuo drone e prima ancora di iniziare con gli esercizi di volo,  devi riuscire a comprendere come fa ad inclinarsi permettendoti di farlo arrivare nel punto che vuoi tu.

*Se sai già perfettamente come funziona un multicottero e vuoi subito passare agli esercizi di volo per pilotare un drone salta questo paragrafo.

La prima domanda alla quale devi saper dare una risposta è: cos’è un multicottero? Un’aerodina ad ala rotante, cioè un mezzo aereo più pesante dell’aria in cui la portanza è generata da eliche rotanti collegate ai motori. Queste eliche rotanti non sono solo quelle che gli permettono di alzarsi in volo, ma gestiscono anche i suoi movimenti. Praticamente un elicottero! Ma, mentre un elicottero ha due soli rotori, i nostri droni ne hanno almeno tre.

L’elemento chiave che permette tutti i movimenti di un multicottero è il variare del numero di giri dei rotori anteriori, posteriori o laterali. Per variare questo fondamentale numero di giri, intervengono motori, regolatori e centralina.

Come per gli aerei e gli elicotteri, per avere il pieno controllo del mezzo dobbiamo agire sui tre assi: beccheggio, rollio e imbardata e inoltre dobbiamo gestire la quota per salire e scendere.

Andiamo a scoprire nel dettaglio questi tre termini fondamentali per capire come pilotare un drone

1.Beccheggio

È quel movimento che fa inclinare il drone per farlo andare avanti o indietro e, per eseguirlo, la centralina aumenta la potenza dei motori posteriori e diminuisce quella dei motori anteriori o viceversa.

2.Rollio

Serve per inclinare il mezzo a destra o sinistra e il principio è lo stesso del beccheggio. La centralina aumenta la potenza dei motori di un lato e diminuisce quella dell’altro.

In entrambi i casi è importante capire che il multicottero si solleva dalla parte in cui i motori accelerano e si abbassa dalla parte in cui rallentano. Così facendo, la spinta delle eliche non è più perpendicolare al terreno e così il mezzo inizia a spostarsi dalla parte in cui si è abbassato. Fin qui credo che sia tutto chiaro. Però attenzione: noterai (o avrai già notato) che quando il drone si inclina per muoversi in qualche direzione, inizierà anche a perdere quota. Come mai? Questa perdita di quota è dovuta al fatto che il disco dell’elica si inclina e quindi si riduce la portanza, visto che la proiezione del disco dell’elica rispetto al terreno cambia geometria passando da un cerchio perfetto ad un ellisse. Questo vuol dire che dovrai essere tu pilota a compensare questa mancanza, dando gas! A meno che tu non abbia già tra le mani un bel drone con tanto di barometro e Gps, elementi che aiutano la centralina a compensare in maniera precisa e automatica questa perdita di portanza, dettaglio molto importante quando si fanno riprese aeree, ma sconsigliatissimi per imparare a pilotare un drone.

3.Imbardata

Concentrati bene: questo movimento consiste nel far ruotare il multicottero sul suo asse verticale. Immagina di avere la testa bella dritta e di guardare a destra e sinistra. Questo ti fa capire cos’è l’imbardata. Per ottenere questa rotazione (non ho parlato di inclinazione) sfruttando solo le eliche , si sfrutta il principio fisico della coppia di reazione. Per capire, ti serve il terzo principio della dinamica. Te lo ricordi vero? «Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria». Nel nostro caso un’elica che gira in senso orario cercherà di far ruotare il drone in senso antiorario. E perché non succede? Perché nel multicottero metà eliche girano in un senso e metà nell’altro, annullando così la coppia di reazione. Facile no? Quindi in definitiva, per far ruotare il drone sul suo asse basta accelerare le eliche pari e rallentare simultaneamente quelle dispari o viceversa, e la coppia di reazione lo ruoterà nel senso opposto rispetto a quella in cui le eliche girano più veloci. Ti senti confuso? Tranquillo, ti basta sapere che per te sarà più facile eseguire un’imbardata rispetto ad un beccheggio perché in questo caso il tuo drone non si inclinerà e quindi non perderà quota.

«E se ho un tricottero?»

Ottima domanda, bravo!………..

Nel caso particolare del tricottero, che ha la forma di una Y, le eliche sono dispari e la coppia quindi deve essere bilanciata in altro modo. Quella al vertice della Y è più grande, essendo generata da un motore più potente rispetto alle due che stanno ai bracci della Y, e ovviamente gira nel loro senso opposto.

Ricordati che con i tricotteri e con i quadricotteri non c’è RIDONDANZA. Che non è un ballo argentino…… Significa che se un’elica si rompe o smette di girare, il tuo drone precipiterà rovinosamente al suolo. Non ha scampo, senza un motore non può far altro che cadere come un sasso. Se qualcosa va storto, non c’è un piano B, ed ecco perché dico spesso che bisogna fare attenzione a DOVE si vola. Invece i design con più motori, esacotteri (sei motori) e ottocotteri (otto motori) possono essere fatti atterrare anche con un’elica ferma. Il rovescio della medaglia è che più aumenta il numero di rotori, più aumenta il rischio statistico che qualcosa vada storto. In buona sostanza, presta sempre attenzione a quello che fai, qualunque drone tu abbia comprato!

Come pilotare un drone: alcune nozioni prima del decollo

pilotare un drone decollo

La prima volta non si scorda mai. Questa frase vale anche in questo articolo perché probabilmente, data la mole di danni che hai causato, era meglio schiantare la macchina del babbo……… Scherzi a parte, vediamo un attimo come affrontare i primissimi voli e le primissime esperienze con un radiocomando tra le mani per pilotare un drone.

Per prima cosa c’è da dire che questi mezzi sono progettati per essere stabili, avendo una centralina che si impegna al massimo per mantenerli in assetto e annullare così le turbolenze. Quindi possiamo dire che sono l’oggetto volante radiocomandato più facile da pilotare, molto più di un aeromodello o di un elicottero.

Proprio per questo motivo, imparare a pilotare un drone è possibile anche in autonomia, ma è comunque sicuramente caldamente consigliato muovere i primi passi frequentando un campo di volo o un gruppo di appassionati che già sanno volare e non devi aver paura di chiedere consigli a chi ha già accumulato esperienza: ti aiuteranno volentieri a scoprire in modo pratico come pilotare un drone e sicuramente ti affiancheranno anche in altre scelte (Questo è anche uno dei consigli assolutamente da sapere nel caso in cui tu stia cercando un drone per iniziare).

Dov’è molto facile trovare gruppi di appassionati? Ovviamente su Facebook! Prima di proseguire la lettura unisciti alla nostra community e sentiti libero di chiedere quello che vuoi.

Un’altra indicazione che può tornarti molto utile è affiancare alle tue prime esperienze un buon simulatore di volo per droni, che ti permetterà di allenarti a dovere, evitando un sacco di crash reali!

 

5 consigli pratici e veloci per pilotare il tuo drone in totale sicurezza

Nonostante la loro semplicità, bisogna tenere in considerazione che sono comunque macchine pericolose, quindi ora voglio darti qualche spunto utile a non fare disastri durante le tue prime esperienze di pilotaggio.

1.Evita gli spazi chiusi

Non è consigliabile provare a farsi un giretto in casa o in generale al chiuso. Specialmente se lo spazio al chiuso non è tuo…….

2.Vola quando la visibilità è buona e il vento è assente

Gli esperimenti di volo falli sempre all’aperto, con una giornata in completa assenza di vento e con un’ottima visibilità, volando a bassa quota. È facile perdere il senso dell’orientamento del drone, specialmente le prime volte. Pensaci bene: se vai durante le prime ore della sera, solitamente l’aria è più tranquilla e soprattutto il sole basso non ti darà fastidio.

3.Prima si accende il radiocomando, poi il drone

Prima si accende il radiocomando, assicurandosi che gli stick siano in posizione di partenza (quindi acceleratore al minimo) e dopo si può collegare la batteria al drone per accenderlo. Questo passaggio è importantissimo per evitare spiacevoli inconvenienti, quindi leggilo due o tre volte e ficcatelo bene in testa.

4.Batterie perfettamente cariche

Controlla sempre che le batterie siano perfettamente cariche prima di spedire il tuo drone a centinaia di metri da te e vederlo precipitare come un sasso.

5.Presta molta attenzione alle eliche

Se ci devi lavorare sopra per qualunque esigenza stacca sempre la batteria e fai sempre qualunque intervento senza eliche. I motori brushless dei droni hanno molta coppia e le eliche possono diventare dei veri RASOI, quindi non è per niente difficile procurarsi delle ferite belle profonde. Conta che un’elica che si rompe, anche a terra, è come un proiettile. Quindi mi raccomando, un’elica scheggiata o incrinata, va sempre sostituita senza esitazione. Infine verifica sempre lo stato delle eliche prima di accendere il multicottero, anche se non hai intenzione di volare.

 

Meglio non imparare a pilotare con un drone troppo piccolo

imparare a pilotare un drone troppo piccolo

Imparare a gestire la massa e l’inerzia, che sono la chiave del volo con il drone, sarà il tassello finale che riuscirai ad ottenere dopo ore e ore di pratica e che ti darà tantissima soddisfazione facendoti sentire un vero Top gun. Per questo motivo non è consigliabile iniziare con un drone troppo piccolo, magari da indoor, come per esempio un Tiny Whoop (a meno che non sia il tuo unico obiettivo). Se impari come pilotare un drone così piccolo, potrai divertirti moltissimo in spazi chiusi e anche piccoli, ma se poi dovessi passare a taglie più grandi, non dovresti sentirti troppo sicuro di te, perché i principi della fisica si faranno sentire.

Ma ora bando alle ciance, iniziamo a fare sul serio.

Come pilotare un drone: Hovering

come guidare un drone hovering

Adesso vediamo di accendere i motori e dare il via alle danze andando a vedere nella pratica come pilotare un drone: è arrivato il momento di iniziare con gli esercizi di volo.

Immagina il tuo primo volo, la prima volta che comandi il tuo drone: sei qui, in questo bellissimo campo privo di vegetazione e di essere umani da mutilare, e non vedi l’ora di partire per far volare il tuo bellissimo drone ai 200 km/h per fargli fare giri della morte e piroette. Ecco adesso però torna un attimo con i piedi per terra…

È meglio andare per gradi

Durante il primo volo l’unica cosa di cui ti dovrai preoccupare è di imparare a tenere il multicottero FERMO in aria: il cosiddetto hovering, o volo a punto fisso.

Se stai pensando che sarebbe meno noioso fare le pulizie la domenica mattina, ti capisco, ma come in ogni disciplina, prima il dovere, poi il piacere. La pratica è fondamentale per imparare come pilotare un drone, e bisogna partire dalle basi per apprendere in sicurezza e limitando il più possibile eventuali danni.

Sappi che comunque può non essere così facile come sembra, quindi tieni ben presente il consiglio numero 2 che hai letto poco più su.

Ci sei, il clima ideale ti avvolge e tu sei pronto a decollare per imparare il volo a punto fisso.

Accendi il radiocomando, collega la batteria e una volta fatto, arma il drone: non ti sto chiedendo di renderlo una macchina volante da guerra… Per ragioni di sicurezza, tutti i droni vanno armati prima del decollo. Significa che i motori non si accenderanno fino a quando con il tuo radiocomando non premi un apposito pulsante o, più probabilmente, non esegui un preciso comando: ad esempio un colpo deciso di timone a destra e sinistra.

Ci siamo, si decolla

Una volta armato, mettiti dietro al drone. Perché oltre a evitare di fartelo decollare in faccia, sarà più facile controllarlo e capire se sta fermo oppure no. Ricordati che se sei davanti a lui, i comandi dovrai usarli al contrario ed è più difficile di come sembra.

Evita assolutamente le modalità di volo semiautomatiche, che mantengono la quota e la direzione in maniera autonoma, e quelle del tutto automatiche dove il Gps fa da padrone. Ovviamente sono più sicure e facili, ma non ti insegnano come pilotare un drone!

Inizia a dare gas delicatamente e il drone comincerà a sollevarsi dal suolo. Cerca di portarlo ad almeno un metro di quota per farlo stabilizzare per bene. Noterai che appena il drone inizia a salire, quando si trova ancora molto vicino al suolo, traballerà abbastanza. Stessa cosa in fase di atterraggio. E sai perché? Si chiama effetto suolo. Le sue stesse eliche creano dei vortici sotto di lui che rimbalzando sul terreno creano delle turbolenze. È come se si trovasse su un cuscino d’aria tutt’altro che liscio che non permette al drone di livellarsi. Il metro di quota sarà sufficiente ad annullare questo effetto.

Un drone con un’ottima messa a punto non deve avere bisogno di trim, ci pensa la centralina a tenerlo ben fermo in hovering. Se il Gps non è attivato (e non deve esserlo in questa fase) potrebbe tutt’al più andare alla deriva accompagnato dal vento e ricordati che questo movimento va SEMPRE corretto con gli stick e mai con i trim. Se invece vedi che il drone mantiene la sua posizione ma inizia a ruotare su se stesso (imbardata se ben ricordi), puoi correggere l’errore con pochi clic di trim del direzionale.

Quindi, lo scopo del tuo primo volo per imparare come pilotare un drone, è quello di cercare di tenere più fermo possibile il tuo drone tenendolo a circa un metro da terra, senza permettergli di guadagnare o perdere quota e di spostarsi né lateralmente né avanti e indietro.

Dopo il decollo di solito c’è l’atterraggio, si spera…

Cerca quindi di riportarlo a terra il più delicatamente possibile, togliendo gas dolcemente. Ricordati dell’effetto suolo che inizierà a farlo ballare.

In definitiva non bisogna avere fretta di fare “volato”, cioè di iniziare a correre e fare chissà quali acrobazie con il tuo drone. Bisogna avere la pazienza e la disciplina di fare pratica in decolli, hovering e atterraggi. Appresi i necessari automatismi si potrà passare alla fase successiva: il volo traslato.

Uh, un’ultima cosa prima di passare al punto successivo. Prima del decollo assicurati anche di aver selezionato il modo di volo corretto. I più diffusi sono Stable e Acro. Il primo, che nella maggior parte dei casi è quello selezionato di default quando si accende il radiocomando, è quello adatto alle prime volte perché farà inclinare il drone solo fino ad un certo angolo e non oltre. Il secondo invece ha un limite molto più alto o addirittura inesistente che permette al drone di ribaltarsi, e noi non vogliamo che succeda vero? Almeno per ora…

Come pilotare un drone: il volo traslato

esercizi volo drone il volo traslato

Secondo un accuratissimo studio dell’Enac, solo il 3,2% dei lettori di questo articolo prova davvero a prendere dimestichezza in decolli, hovering e atterraggi. Ma siccome tu fai sicuramente parte di questa esigua percentuale, puoi passare a cuor sereno a questa fase successiva per imparare come pilotare il tuo drone.

Ti trovi come sempre dietro di lui, che se ne sta bello fermo a circa un metro di quota dal terreno, esattamente come l’avevamo lasciato nel paragrafo precedente. Ora inizia a farlo andare nelle quattro direzioni: avanti, indietro, a destra e sinistra, lascia però ancora stare l’imbardata, che se ben ricordi è la rotazione su se stesso. Nota come inizia ad inclinarsi nella direzione del comando. In base alla pressione data sullo stick, l’inclinazione aumenterà e muovendosi il drone tenderà anche a perdere quota. Questo è il compito da imparare: compensare con il gas questo effetto. Devi riuscire a muovere il drone facendogli mantenere la stessa quota. Come sempre, devi essere delicato e iniziare a inclinare poco, aumentando man mano che prendi confidenza imparando anche a conoscere come l’inerzia ha effetto sulle manovre. Lo so, anche qui siamo ancora un po’ nel noioso, ma ti prometto che se avrai la giusta disciplina per imparare questi esercizi di volo con il tuo drone, il divertimento sarà assicurato!

Mi raccomando tieni sempre il multicottero con la prua che guarda in avanti, perché ti ricordo che se il drone ha il “naso” puntato verso di te, cadi nella trappola dei “comandi a specchio”: se per esempio tiri lo stick a destra, esso andrà alla SUA destra, e cioè alla tua sinistra! O peggio se tiri lo stick avanti, farete un bel naso contro naso……..

Questo è sicuramente l’effetto che disorienta maggiormente, ed è il muro più alto che dovrai superare nella fase di apprendimento. Come già detto in precedenza, esistono dei quad con funzione Stick Relativity (Headless) che annulla questo effetto ma lascia perdere le vie più facili: è sicuramente meglio imparare a gestirlo senza girarci tanto attorno.

Vedrai che con un po’ di pratica diventerà facile e naturale compensare l’effetto specchio senza stare lì a ragionare. Prima però l’emozione di qualche crash dovrai assaporarla……..

Le prime volte, ricordati sempre di non allontanarti mai troppo, perché più il drone è lontano, più è facile perdere il suo orientamento.

Anche per questi esercizi di volo, fai tanta pratica e poi potrai passare alla prossima tecnica, l’ultima.

Come pilotare un drone: Giotto skill

pilotare un drone lavoro disegnare un cerchio

Ti ricordi cosa faceva perfettamente Giotto? Quello che sicuramente sapeva fare meglio era disegnare un cerchio. La stessa cosa dovrai imparare a farla tu se vuoi permetterti di dire: «Sì, io so come pilotare un drone». Siamo arrivati alla fine, e questa è l’ultima tecnica che dovrai perfezionare per imparare come pilotare un drone.

Ovviamente come per qualsiasi cosa non basta leggere. Dovrai fare molta pratica per riuscire a raggiungere la dimestichezza necessaria. Arrivato a questo punto dovresti già avere un buon numero di ore di volo che ti hanno insegnato il decollo, l’hovering, l’atterraggio e i vari spostamenti in tutte le direzioni avendo già preso la confidenza necessaria con l’inerzia, i comandi a specchio e l’orientamento del drone.

Se è così, puoi metterti all’opera. Non ti serve essere preciso come Giotto ma ti assicuro che è una manovra piuttosto complessa e per niente scontata. Considera che devi gestire contemporaneamente i tre assi: rollio, beccheggio e imbardata. Il multicottero dovrà ruotare su se stesso durante la manovra, perché dovrà tenere sempre la sua prua rivolta verso il centro della circonferenza. Vedilo come un predatore che sta studiando la sua vittima girandogli intorno: non può permettersi di perderla di vista.

Se ti sembra una cosuccia da niente, ti sbagli di grosso, perché richiede davvero moltissima pratica e non puoi cantar vittoria al primo giro completo. Devi imparare a gestire i comandi a specchio, quindi non devi perdere l’orientamento del drone, sapendo sempre in ogni momento qual è il davanti, il dietro, la destra e la sinistra (sue, non TUE!). 

Qualche trucchetto per facilitare le cose

Per aiutarti in questo compito difficile, ci sono svariati trucchetti: puoi mettere delle strisce a led colorate a tuo piacimento o seguendo lo standard aeronautico, che consiste nel verde a destra, rosso a sinistra, bianco in coda e blu davanti (anche se gli aerei e gli elicotteri hanno solo i primi tre).

Se invece vuoi una soluzione più veloce e pratica, puoi montare sulla prua una semplice asticella leggera, magari in carbonio, con una pallina da ping pong colorata in punta. Così il davanti sarà sempre ben riconoscibile e sarà molto più facile non perdere l’orientamento.

Attenzione: se ti capita di perdere l’orientamento del tuo drone, molla tutto

Lascia gli stick al centro e non fare nulla. Così facendo il drone si fermerà per aria (è importante che sia ben calibrato, fai sempre un test in fase di decollo), dandoti il tempo di ragionare e capire come riprendere. Se invece vai in panico e ti affanni sarà come domare un cavallo imbizzarrito: più lo provochi e più sarà difficile riprendere le redini.

L’hai già letto e riletto un bel po’ di volte, ma ci tengo a ribadirlo perché è importante: Solo la pratica di questi esercizi di volo ti darà il pieno controllo sul tuo drone, e tutte queste manovre diventeranno naturali. E quando così sarà, potrai fare un pensierino ad una delle modalità più eccitanti in assoluto: la First Person View, FPV.

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4 commenti sun “Come pilotare un drone: la guida pratica e definitiva per imparare passo dopo passo le principali tecniche di pilotaggio

  1. Un articolo veramente ben scritto.
    Se i miei prossimi video saranno più belli degli attuali, sarà perché avrò inserito delle immagini del mio nuovo drone e sarà anche grazie ai tuoi consigli.
    Al prossimo articolo.

  2. Ciao Davide,
    grazie per il complimento. Ci fa davvero piacere essere riusciti a trasmettere buoni consigli.
    Ti auguriamo delle ottime riprese e degli ottimi voli.
    Al prossimo articolo!

    1. Ciao Tarcisio!
      Grazie mille per i tuoi complimenti.
      Ci fa molto piacere che ti sia tornata utile.
      Peccato per il primo crash, ma tranquillo che tanto prima o poi ci passano tutti!
      Buona giornata

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